Vestmannaeyjar
Sembra uno scioglilingua… invece è un posto reale.
Un mio personalissimo posto del cuore, l’ho visto e rivisto. Ho passeggiato su queste isole quando il sole non tramontava mai e anche quando faceva fatica a sollevarsi dall’orizzonte. Sono un luogo meraviglioso che ha da dire in tutte le stagioni e i periodi.
Ma queste isole diventano ancor più intriganti quando ne conosci la storia
Fotografia d’archivio dell’epoca
1973, 23 Gennaio, Heimaey (Vestmannaeyjar)
Una delle più devastanti eruzioni vulcaniche della storia moderna Islandese.
Fortunatamente quella notte aveva fatto brutto tempo e tutte le imbarcazioni non erano uscite per la pesca. L’evacuazione fu immediata ed efficace, le persone si salvarono. L’isola però era minacciata da un fiume di lava che incombeva sulla cittadina di Vestmannaeyjabær, migliaia di persone oramai non sapevano più se l’avrebbero mai più chiamata casa.
Furono usati mezzi eccezionali per cercare di rallentare la colata lavica. Hanno impiegato enormi pompe industriali per versare acqua presa direttamente dall’oceano, lo sforzo è andato avanti per settimane e alla fine la lava si è fermata.
La colata si è fermata in un punto esatto, preciso.
Di fronte all’arco del cimitero.
La cosa che fa gelare il sangue è che all’epoca, come oggi, si legge una scritta su quell’arco
ég lifi og þér munuð lifa - io vivo, anche tu vivrai
Oggi Heimaey è un’isola dalle due facce
Una parte aspra, disabitata, questa terra si è generata a partire da quel giorno, 23 Gennaio 1973.
L’altra parte è viva, abitata, verde e piena di tradizioni.